I prodotti della linea Punti di Vista, che (RI)GENERIAMO realizza in partnership con la Cooperativa sociale Il Margine di Torino, dalla fine dello scorso mese di aprile sono presenti nel bookshop del famoso Forte di Bard, in Valle d’Aosta. Bisogna riconoscere che il merito è in parte anche del “dahu”: per chi non ne ha mai sentito parlare, abbiamo chiesto a Leonardo Di Lella, progettista grafico della cooperativa, e Piero Ottaviano, fotografo, collaboratore della cooperativa, di raccontarci tutta la storia.
Cos’è il dahu?
Il dahu è un animale mitologico: è uno stambecco che ha le due gambe destre più corte delle sinistre. Per questo si dice in montagna che il dahu può camminare solo in una direzione, altrimenti perde l’equilibrio e cade. I montanari di un tempo, ma succede anche oggi, raccontavano del dahu ai bambini per stimolarli scherzosamente a camminare: “Andiamo a cercare il dahu!”, dicevano. È una leggenda molto sentita soprattutto in Valle d’Aosta. E lo stesso Forte di Bard ha un piano della sua collezione permanente dedicato al dahu. Allora abbiamo pensato che dovevamo assolutamente fare qualcosa che avesse come protagonista il dahu per convincerli a ospitare i nostri prodotti. Un po’ stiamo scherzando, lo ammettiamo. Ma non troppo, perché le creatività dei prodotti esposti al Forte in effetti ruota in buona parte intorno al dahu.
A parte gli scherzi, com’è nata la linea dei prodotti Punti di Vista oggi esposti al Forte di Bard?
Il presupposto era di creare grafiche a tema montagna. Non ci siamo posti dei limiti, nel senso che abbiamo considerato tutto ciò che poteva avere a che fare con la montagna o più in generale che richiamasse la natura. Ci siamo confrontati all’interno della cooperativa con gli educatori e con gli utenti, che hanno offerto validi spunti e suggerimenti, in un lavoro di équipe. C’è stata molta ricerca sui colori da utilizzare per rappresentare la natura, con idee che abbiamo testato e poi abbandonato quando non ci convincevano, e anche sui soggetti da utilizzare, oltre al dahu, che dovevano essere versatili per poter essere applicati ai prodotti. Abbiamo pensato a grafiche e prodotti che permettessero a chi li osserva, e che poi si auspica li compri, di identificarsi nei messaggi e nei valori che propongono, di creare insomma con i prodotti una relazione quasi intima. Abbiamo cercato di toccare le corde a cui solitamente gli appassionati di montagna e di alpinismo sono più sensibili proprio in virtù della loro passione per questo straordinario mondo.
Qual è il contributo degli utenti della cooperativa alla realizzazione dei prodotti?
Oltre che nella fase di ideazione di cui accennavamo, il ruolo degli utenti ha riguardato in particolare la stampa delle grafiche sulle magliette, la piegatura e l’imbustamento. Tra l’altro proprio allo scopo di far loro vedere e toccare con mano il frutto del lavoro a cui hanno contribuito, nell’estate alle porte c’è in cantiere l’idea di organizzare con i nostri utenti una visita al Forte di Bard.
Quali sono stati i fattori principali che hanno convinto il Forte di Bard a inserire nella propria offerta la linea Punti di Vista?
Sono stati diversi. Senza dubbio è stato determinante il fatto che Punti di Vista è un progetto a impatto sociale, in quanto la Direzione del Forte di Bard è assai sensibile a questi argomenti, ne tiene particolarmente conto nella scelta dei fornitori e già in passato ha collaborato con varie realtà dell’economia sociale. Un altro fattore che ha contato è che i prodotti di Punti di Vista vengono presentati con a fianco una legenda che spiega i concetti alla base delle grafiche rappresentate nei prodotti e le finalità del progetto: questo permette ai visitatori del bookshop, ai clienti, di entrare molto di più nello spirito della grafica delle magliette e in generale del progetto. Hanno anche apprezzato la varietà dei soggetti che abbiamo proposto oltre al dahu. Sono stati poi molto gentili a concederci di esporre in un’area del bookshop che ci hanno detto essere una delle più propizie per la vendita: ci hanno messo a disposizione un’intera parete e ci hanno chiesto anche di progettare l’espositore e di studiare una disposizione dei prodotti al suo interno che attirasse il più possibile i visitatori del bookshop.
Quali prodotti sono attualmente esposti nel bookshop?
Al momento i prodotti che abbiamo fornito sono T-shirt, borracce-moschettone e sacche. Anche in base ai risultati della prima fornitura, potremmo pensare di ampliare la gamma, ad esempio inserendo un tipico accessorio da montagna come il buff. E poi, chissà, magari anche pupazzi in terracotta con le sembianze del dahu. Del resto nei vari laboratori della nostra cooperativa, oltre che per serigrafie e stampe digitali, ceramica, sartoria e oggettistica di recupero, siamo attrezzati anche per lavorazioni in terracotta. Il dahu, tra l’altro, è piuttosto rappresentativo dei lavori che facciamo con gli utenti.
In che senso?
Nel senso che il dahu è un animale diverso e fragile. Ha due gambe diverse da quelle di tutti gli altri stambecchi, come abbiamo detto, e ciò lo rende fragile, a rischio di cadere, perché ogni passo che compie è diverso dall’altro, un po’ imperfetto, magari anche un po’ incerto, ma sempre originale. Questo lo rende bello, si potrebbe anche dire affascinante. Un po’ come le creazioni dei nostri utenti, che magari non sono sempre perfette ma che proprio nella loro imperfezione hanno la loro originalità e la loro bellezza. Raccontiamo un aneddoto al riguardo: un nostro utente si era innamorato degli haiku, tipiche poesie giapponesi, brevi, semplici e legate alla natura, con regole di composizione piuttosto precise. Ne ha scritti a centinaia, ne abbiamo selezionati cento e ne abbiamo ricavato un libro illustrato: forse non saranno tutti perfetti, i suoi haiku, ma il prodotto che ne è uscito è davvero bello.
L’esposizione dei prodotti di Punti di Vista al Forte di Bard è una grande opportunità per (RI)GENERIAMO. Che aspettative ci sono?
Crediamo che la presenza in un luogo famoso come il Forte di Bard sia fondamentale per dare visibilità a Punti di Vista e, quindi, anche credibilità. È un’ottima opportunità di raccontare a un pubblico vasto quello che facciamo e perché lo facciamo. Siamo solo all’inizio, è una fase di test anche per il gradimento, il prezzo proposto, per una serie di fattori. Attendiamo i primi dati sulle vendite che arriveranno fra qualche mese. Ma siamo fiduciosi.
